L’archivio del 2 Marzo 2026

Almeno ha inviato un telegramma

L’altro ieri Putin ha inviato un telegramma al presidente iraniano Pezeshkian (quello che per qualche motivo è stato lasciato in vita):

Egregio Signor Presidente,
Le porgo le mie più sentite condoglianze per l’assassinio del leader supremo della Repubblica Islamica dell’Iran, Seyyed Ali Khamenei, e dei membri della sua famiglia, compiuto con cinica violazione di tutte le norme della morale umana e del diritto internazionale.
Nel nostro Paese l’Ayatollah Khamenei sarà ricordato come un eminente statista che ha dato un enorme contributo personale allo sviluppo delle relazioni amichevoli tra Russia e Iran, portandole al livello di un partenariato strategico globale.
Chiedo di trasmettere le più sincere condoglianze e il sostegno ai familiari e ai parenti del Leader Supremo, al governo e a tutto il popolo iraniano.

Se non notate nulla di strano, vi suggerisco io: mancano le varie parole riguardanti «alleato strategico», «saremo al vostro fianco», «non lo permetteremo a nessuno», «il vostro popolo fratello non deve avere dubbi», «mobiliteremo tutte le nostre risorse», «insieme siamo forti» etc.
Sarebbe stato logico aspettare almeno le parole di rassicurazione a un regime «fratello», a un regime simile nel suo rapporto con i valori umani in generale e alleato nella guerra in Ucraina (perché fornitore di droni) in particolare. Ma nulla.
L’alleanza con la Russia putiniana non vale più nulla: guardate il destino della Siria, del Venezuela, di Cuba e ora dell’Iran. Non vale anche perché Putin ha speso tutte le sue risorse proprio in Ucraina, nessun dittatore del mondo può più contare su di lui.
 Proletari di tutto il mondo  Popoli oppressi di tutto il mondo, ringraziate gli ucraini!