L’archivio del Febbraio 2026

La “lista bianca” dei Starlink

A giudicare dalla reazione degli Z-blogger russi (quei blogger filo-Cremlino che giustificano attivamente la guerra in Ucraina), Elon Musk ha veramente disattivato i terminali Starlink utilizzati dall’esercito russo: ora funzionano solo i terminali della cosiddetta «lista bianca», la quale include i terminali utilizzati dalle forze armate ucraine, ma non quelli dell’esercito russo.
E se realmente lo ha fatto, questa è una notizia incredibile, che sembra un miracolo alla luce di tutto il comportamento precedente di Musk. Ma la cosa più importante è che tutti quei droni (e qualche altro tipo di tecnologia) su cui l’esercito russo installava antenne Starlink importate attraverso i Paesi asiatici non funzioneranno più. Come direbbe Putin, non ci sono analoghi. Sarà molto più difficile attaccare l’Ucraina con i droni e puntare l’artiglieria, e questo mi rende infinitamente felice.
Spero che dopo questo la vita degli ucraini diventi almeno un po’ più facile. Spero che Musk non cambi idea (come fa facilmente il suo grande amico politico).


Nel mezzo del cammin di mia vita, ho creato la mia prima campagna di crowdfunding su Indiegogo. Non so ancora che cosa potrà venirne fuori, ma senza provarci non lo avrei mai scoperto, giusto?
Ma procediamo con ordine…
Se questo post non è la prima cosa che leggete sul mio sito, probabilmente sapete già che su esso esistono da tempo diversi strumenti gratuiti e senza limiti per la traslitterazione in caratteri latini – la romanizzazione – di alcuni alfabeti non latini (armeno, bielorusso, bulgaro, greco, georgiano, kirghiso, macedone, russo e ucraino). Alcuni di questi miei traslitteratori sono relativamente popolari tra gli utenti, altri lo sono molto meno. Tuttavia, ciascuno di questi strumenti è stato realizzato con la stessa attenzione ai dettagli e con un unico obiettivo: creare uno strumento utile, preciso e al tempo stesso semplice da usare, capace di effettuare la traslitterazione (romanizzazione) del «proprio» alfabeto seguendo uno qualsiasi dei sistemi di regole esistenti. Penso di essere riuscito in questo compito: anche se continuo a sperare in osservazioni sensate da parte degli specialisti.
Ora, finalmente, ho deciso che è giunto il momento di aggiungere ai traslitteratori già esistenti un nuovo strumento: un traslitteratore dell’alfabeto ebraico. Naturalmente, alla base di questa idea rimane lo stesso principio tecnico: la traslitterazione dell’alfabeto ebraico dovrà essere possibile secondo le regole di qualsiasi sistema esistente (non importa se ancora in uso o ormai superato). A livello teorico so già come realizzare uno strumento di questo tipo e ho pure raccolto tutto il materiale scientifico necessario per lavorarci. Sono pronto aa affrontare il progetto, ma…
Per svolgere bene un lavoro del genere – piuttosto noioso, impegnativo e che richiede attenzione a un gran numero di dettagli minuziosi (potete, ad esempio, chiedere agli specialisti quanti modi esistono per indicare le vocali…) – ho bisogno di liberare una quantità considerevole di tempo lavorativo: tempo durante il quale non mi occuperò di incarichi professionali retribuiti. È per questo motivo che ho avviato una campagna di crowdfunding su Indiegogo. Seguendo il link potrete leggere delle caratteristiche tecniche del prodotto che ho in mente e partecipare – se lo desiderate e se ne avete la possibilità economica – alla raccolta di fondi per la creazione del mio traslitteratore dell’alfabeto ebraico. Preciso fin da subito che tutti i partecipanti alla raccolta non solo riceveranno uno strumento gratuito e di qualità garantita, ma potranno anche ottenere (se lo vorranno) uno spazio pubblicitario sulla pagina dello strumento o su qualsiasi altra pagina del mio sito.
Se la mia proposta vi interessa, partecipate alla campagna su Indiegogo. E/o parlatene a chi potrebbe esserne interessato: mi farebbe molto piacere se tutto andasse a buon fine.

P.S.: tutti coloro che desiderano sostenere finanziariamente altre parti del mio sito (o l’intero sito nel suo complesso) possono farlo in qualsiasi momento, utilizzando uno dei metodi indicati nella pagina apposita.


Il phishing cretino

Potrebbe essere un fenomeno nota già da tempo a tutti, ma io ho avuto il motivo di scriverne solo oggi. La notte tra il lunedì e il martedì su una delle mie caselle e-mail personali è arrivato un esemplare particolarmente cretino di phishing:

Mi chiedo: ma l’autore in cosa sperava? Che io mi metta a pagare una «multa» arrivata via mail? Una «multa» arrivata nemmeno su una pec, ma su una mail normale? Una «multa» per una data in cui solo io so di avere guidato o meno? Ahahaha…
Ormai, pure la maggioranza delle vecchiette, degli analfabeti e dei malati mentali sa che gli Enti pubblici e le banche non comunicano e non chiedono alcunché di importante via e-mail o via SMS (o altri messenger). Non lo fa nemmeno la «pagoPA».
In ogni caso, la prima cosa da controllare in ogni mail che vi chiede soldi o dati personali è l’indirizzo del mittente: solitamente è quello l’indicatore più evidente della truffa. Nel mio specifico caso l’indirizzo del mittente è juan.mahecha@unibague.edu.co – evidentemente, appartiene a uno studente della Università di Ibagué (in Colombia). Chissà se grazie anche a questo mio post la sua casella posta rischia a riempirsi di messaggi negativamente amichevoli… Per sicurezza ripeto: juan.mahecha@unibague.edu.co


Gli “imprenditori” e le sanzioni

La procura tedesca riferisce che cinque persone sono state arrestate in Germania con l’accusa di aver eluso le sanzioni imposte alla Russia. Si tratta di forniture di merci soggette a sanzioni per un valore di 30 milioni di euro. I destinatari finali di queste merci erano, tra gli altri, 24 produttori di armi nella Federazione Russa.
In generale, ho letto che molte persone che contribuiscono alla fornitura di merci soggette a sanzioni alla Russia non sono nemmeno agenti russi, ma semplicemente migranti che non si sono integrati nella realtà economica del loro nuovo Paese di residenza e che improvvisamente hanno visto un modo relativamente facile per dimostrare la propria «intraprendenza» e fare soldi. Queste persone non solo vivono da tempo nell’UE (e non solo lì), ma sono anche, per esempio, fuggite dalla guerra e dalla mobilitazione nell’esercito russo. Ed è proprio questa scoperta che mi ha sorpreso di più: una persona contribuisce attivamente affinché il male che le ha causato disagio a) continui il più a lungo possibile e b) continui ad avere un impatto negativo sui luoghi in cui ora la persona vive. Bisogna essere un idiota di proporzioni cosmiche per intraprendere una simile «attività imprenditoriale».
E naturalmente sono molto contento che almeno qualche volta queste persone vengano catturate. Mi piacerebbe che venissero catturati più spesso e puniti più severamente: sarebbe molto più utile della maggior parte delle cosiddette sanzioni che i Paesi occidentali adottano senza capire a cosa servono e per quale applicazione tecnica sono fatte. Avere a che fare con l’import ombra soggetto a sanzioni dovrebbe diventare svantaggioso e pericoloso.


Ci sono anche dei file divertenti

Ahahaha, tra i vari «files di Epstein» sono state trovate delle e-mail nelle quali viene menzionato l’ex politico russo Ilya Ponomarev: non in relazione agli scandali sessuali, ma perché definito «il potenziale futuro presidente della Russia». Ecco un esempio.
Questa storia è l’ennesima dimostrazione del fatto che la comprensione americana (e non solo) della politica interna russa si trova ai livelli bassissimi, tendenti allo zero. Ilya Ponomarev è sempre stato un politico certamente non putiniano, ma tanto timido da essere quasi invisibile tra i vari oppositori seri al regime putiniano. Era diventato noto per essere entrato nel Parlamento russo tra le fila di un partito moderatamente di opposizione e non si era mai spinto particolarmente oltre, a differenza di alcuni suoi colleghi. Solitamente si faceva notare solo per alcune sue dichiarazioni un po’ populiste, spesso mirate appositamente a creare scandalo, ma anche stupide e lontane dalla realtà. Da quando vive in esilio all’estero (dalla seconda metà del 2014), della sua attività sono rimaste solo dichiarazioni.
Anche nel 2012 (l’anno delle mail) vi voleva una enorme fantasia, rafforzata da qualche sostanza particolare, per definirlo «il potenziale futuro presidente della Russia».


Potrebbe sembrarvi strano, ma nel corso degli anni passati in Italia ho sentito tanti modi diversi di chiamare uno specifico tipo di incrocio stradale. Ancora più strano è il fatto che gli utilizzatori dei termini più anomali erano convintissimi di pronunciare l’unico termine corretto e dominante nel linguaggio tecnico stradale.
Ora provo a scoprire a quali categorie appartengono le persone che rispondono ai miei sondaggi:

Quale parola utilizzate per indicare una intersezione di due o più strade fatta ad anello con uno spartitraffico più o meno rotondo in mezzo?

Loading ... Loading ...

E non fatevi condizionare da quello che dice il vostro navigatore preferito, scegliete la parola che preferite proprio voi stessi.
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.


Era una mini-serie

Solo dopo avere pubblicato il video domenicale della settimana scorsa, mi ero accorto che in realtà si trattava del terzo video sull’argomento della serie. E allora ora mi correggo e aggiungo i primi due video satirici-musicali sul «fronte di difesa della Groenlandia».
Il video numero uno:

Il video numero due:

Sicuramente seguiranno gli aggiornamenti sul relativo canale di YouTube: perché Trump tornerà più volte sull’argomento.