L’archivio del 31 Gennaio 2026

La musica del sabato

Il martedì 27 gennaio era il 270-esimo anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart. Nella mia rubrica musicale sfrutto questa importante data non solo per postare ancora una vota la musica del grande compositore, ma anche per raccontare una storia a egli legata. Anzi, è molto probabile che qualcuno di voi l’abbia già letta, ma le cose belle possono anche essere rilette…
Alla fine del XVIII secolo Adriana Ferraresi del Bene, una cantante d’opera italiana, dominava letteralmente la scena in Austria. Aveva una bellissima voce da soprano e un registro vocale sia acuto che grave. Fu una delle prime interpreti di Susanna ne «Le nozze di Figaro di Mozart».
Allo stesso tempo, però, la cantante aveva un carattere molto arrogante ed esuberante (con le persone diventate improvvisamente popolari e ben pagate, in realtà, succede spesso pure nel XXI secolo). Durante le prove de «Le nozze di Figaro» non faceva altro che torturare Mozart con i propri ronzini e, soprattutto, con le osservazioni sulla scrittura della musica (competenza palesemente non sua). In generale, la signora era insoddisfatta di quasi tutto.
Ma nemmeno Mozart era un ragazzo inoffensivo. Notò che la cantante aveva l’abitudine di alzare la testa sulle note alte e di abbassarla sulle note basse. Così compose un’opera-buffo, «Così fan tutte», dove la parte principale (di Fiordiligi) fu naturalmente riservata alla Adriana Ferraresi. Quell’opera contiene l’aria principale della protagonista, in cui la melodia consiste in una rapida alternanza di note alte e basse.
Il 26 gennaio 1790 ebbe luogo la prima dell’opera al Burgtheater di Vienna, che piacque molto al maestro e irritò terribilmente la primadonna. Nella suddetta aria principale la signora dovette annuire la testa così velocemente da sembrare una gallina che becca il grano. Lo scherzo fu senza dubbio notato e apprezzato da tutto il pubblico (e, soprattutto, da quella sua parte che era a conoscenza del carattere della cantante).
Questa storia ci è nota perché è stata descritta dal critico musicale William Mann.
A questo punto, come potete facilmente intuire, non posso non postare proprio quella aria vendicativa. Secondo me questa interpretazione potrebbe andare bene in tutti i sensi:

Ah, la morale della storia: non fate arrabbiare le persone senza motivo e, soprattutto, non fatelo con i geni. Sapranno rispondervi in un modo che non immaginate neanche!
In conclusione, faccio gli auguri di compleanno al sempre vivo Mozart, ahahaha
P.S.: però sarebbe logico aggiungere anche l’intera opera «Così fan tutte».


Questa settimana su «Mediazona» è stato pubblicato un articolo intitolato «Feroce impotenza. Chi e perché sta distruggendo il memoriale di Anna Politkovskaya»: sulla questione della targa commemorativa che a gennaio è stata strappata già sette volte (o forse più?) dal muro del palazzo in cui Politkovskaya è stata uccisa.
Chi è stato mi è più o meno chiaro. Il perché, invece, non l’ho capito proprio (così come non capisco lo scopo delle azioni di qualsiasi teppista, vandalo o hooligan). Capisco il motivo: la loro mente è fatta in modo tale che provano piacere proprio da azioni di questo tipo; ma la mia mente non è in grado di comprendere «dove sta il divertimento». E continuo a sperare che almeno qualcuno riesca a spiegarmelo.
In compenso, «grazie» a questi esseri ho improvvisamente capito che quest’anno saranno già 20 anni dall’omicidio. Si potrebbe supporre che si stiano preparando a «festeggiare», ma dubito che siano in grado di approfondire l’argomento in modo così approfondito e con così tanto anticipo.