Oggi provo ad aggiornarvi su un altro effetto – questa volta commerciale – della guerra sulla vita quotidiana russa. Lo faccio non per far provocare qualche emozione, ma solo per informare.
In breve: in Russia si sta diffondendo una nuova pratica digitale legata al lutto: le vedove e le parenti degli uomini uccisi in guerra commissionano la «rivitalizzazione» delle loro fotografie tramite l’intelligenza artificiale. Partendo da vecchie foto, immagini del matrimonio o selfie, le reti neurali realizzano brevi video in cui l’ucciso si muove, sorride, abbraccia la famiglia e, a volte, pronuncia frasi scritte in anticipo.
Le persone in grado di creare video basati sull’intelligenza artificiale – i «neurocreatori» – hanno iniziato a fare di questo un business.
L’archivio della rubrica «Russia»
Alla città russa di Tuapse continua a bruciare una raffineria di petrolio. Secondo le autorità, l’incendio è divampato in seguito a un attacco sferrato l’altra notte da un drone, che ha provocato la combustione di alcune attrezzature industriali nel porto.

Anche i dati del servizio satellitare FIRMS della NASA, che monitora le anomalie termiche, indicano lo scoppio di un incendio in quella zona.

Leggendo questa notizia, mi sono improvvisamente accorto di due cose:
1) hanno iniziato a piacermi i grandi fumogeni;
2) è da un po’ che non sento le autorità russe a spacciare gli incendi provocati dai droni ucraini per piccoli incidenti provocati da «un fumatore irresponsabile» o per «lavori di manutenzione». La propaganda statale russa ha dunque smesso di negare almeno una evidenza.
Non potevo non condividere con voi queste due scoperte…
All’interno del complesso commemorativo «Katyn» vicino alla città russa di Smolensk (istituito alla fine degli anni ’90 in memoria delle vittime delle repressioni politiche nell’URSS, all’interno del memoriale si trova un cimitero dove sono sepolti oltre 4400 ufficiali polacchi prigionieri di guerra, fucilati nel 1940 dagli agenti dell’NKVD) è stata inaugurata la mostra «Dieci secoli di russofobia polacca», realizzata dalla Società Russa di Storia Militare. Come riportato sul sito web della SRSM, gran parte dell’esposizione è dedicata agli eventi del XX secolo e alla Seconda guerra mondiale, con particolare attenzione al tema della «russofobia nella Polonia contemporanea».
Il direttore scientifico della SRSM, Mikhail Myagkov, consigliere del ministro della Cultura della Federazione Russa Medinsky dal 2012 al 2020, racconta:
La mostra è dedicata alla storia della russofobia polacca, ovvero all’odio che l’élite dello Stato polacco ha nutrito in vari periodi della storia nei confronti della Russia e del popolo russo, e a come tale odio si sia manifestato in azioni concrete. In particolare, nell’occupazione del territorio russo e nello sterminio dei popoli russo, bielorusso e piccolo-russo. La mostra vuole ricordare le lezioni fondamentali della storia nei rapporti tra Russia e Polonia.
Anche io se avessi osservato la russofobia da qualche parte nel mondo (ma io, personalmente, non l’ho mai incontrata nemmeno dopo il 24 febbraio 2022, anche se avrei osservato questo fenomeno con una certa comprensione), sarei stato in grado di riconoscere da cosa è provocata, contro chi è realmente diretta e perché va messa tra virgolette. Ma gli ideatori di mostre come quella sopra citata non ne sono proprio capaci.
Ieri la Duma di Stato russa ha approvato in prima lettura il disegno di legge sull’uso «extraterritoriale» delle forze armate russe per la protezione dei cittadini russi all’estero. Nella nota esplicativa al disegno di legge si precisa che la norma è stata elaborata per tutelare i diritti dei cittadini russi in caso di arresto o di altre forme di persecuzione all’estero. La decisione in merito a un eventuale ricorso «extraterritoriale» alle forze armate spetterà al Presidente. Una precisazione per coloro che non conoscono il modo in cui si approvano ora le leggi in Russia: se una norma è stata approvata in prima lettura, sicuramente sarà approvata anche nelle rimanenti due, forse anche in un giorno. Lo sarà perché dal Cremlino è già arrivato l’ordine di approvarla.
Bene… Per ora non si capisce a cosa possa servire una norma del genere: il Putin della Federazione russa ha già dei poteri in merito… I giuristi ipotizzano che la norma potrebbe costituire una «regolamentazione legislativa» per la scorta o la sorveglianza delle navi della «flotta ombra» inserite nelle liste delle sanzioni o per le situazioni del perseguimento dei militari russi nell’ambito di un possibile tribunale presso il Consiglio d’Europa.
Sicuramente, però, non succeranno due cose:
1) non verrà attaccato un altro Stato perché lo Stato russo non ha le risorse militari per farlo (a fatica avanza per pochi metri al giorno in Ucraina), non preoccupatevi;
2) non invierà dei piccoli gruppi militari (magari in elicottero) per rapire qualche cittadino russo «trattato male» all’estero (magari seguendo lo scenario del rapimento di Maduro), perché nemmeno io ho la fantasia sufficiente per immaginare una «operazione speciale» del genere.
Insomma, se vi è capitato di leggere la suddetta notizia, non pensateci troppo.
Già domani, 12 aprile, in Ungheria si terranno le elezioni parlamentari: il partito «Fidesz» di Viktor Orbán, agente di Putin nell’UE, dovrà «difendersi» nella lotta contro le forze dell’opposizione guidate dal leader del partito «Tisza», Péter Mátyás.
Proprio per questo, e proprio oggi, vi ricordo l’inchiesta di The Insider sui diversi propagandisti e agenti dei servizi segreti scoperti nell’ambasciata russa a Budapest, che operano sotto copertura come diplomatici e sono coinvolti nella corsa elettorale.
Qualunque sia l’esito delle elezioni, questo tema rimarrà interessante ancora a lungo: molto più interessante della presunta «influenza russa» sulla prima elezione di Trump.
Il vicepresidente dell’Accademia Russa delle Scienze Sergej Černyshev comunica che i lanci di diversi veicoli lunari russi sono stati spostati nel tempo, alcuni addirittura anticipati. Tra questi…
— la stazione con il rover «Luna-29» potrebbe essere lanciata nel 2032 (la data precedente, fissata nel 2019, era il 2035);
— la stazione di atterraggio con la navicella lunare riutilizzabile per il supporto alle missioni con equipaggio «Luna-30» — nel 2034 (la data precedente era il 2036, annunciata nel gennaio 2026);
— la stazione «Luna-28» — il lancio è stato nuovamente rinviato, ora è previsto per il 2036 (negli anni precedenti si parlava del 2030 e poi del 2034).
Tutto questo è molto interessante, ma non ho trovato nulla nella dichiarazione di Sergej Chernyshev riguardo a quando verrà rinviata la creazione di una stazione russa permanente sulla Luna: nel 2006 era stata indicata la data del 2015. Oppure quella stazione è stata davvero costruita, ma i perfidi membri della missione non l’hanno fotografata e sono addirittura volati da quella parte da cui non si vede?

Ma seriamente, la competizione nell’esplorazione spaziale ha avuto un effetto positivo nella lotta tra Stati Uniti e Unione Sovietica, ma non funziona proprio nel caso del regime cleptocratico della Federazione Russa. Ecco il paradosso che ne deriva, e che non rende meno antipatico nessuno dei regimi russi.
Ora non si tratta più di una figura retorica né di un’ipotesi, ora è un dato di fatto: nell’UE c’è almeno una spia (e, al tempo stesso, un lobbista) che agisce nell’interesse dello Stato russo e di privati vicini al regime russo. E non lo fa nemmeno per motivi ideologici, ma semplicemente per soldi. I giornalisti dei media The Insider, Frontstory, VSquare, Delfi Estonia e ICJK sono riusciti a procurarsi le registrazioni delle conversazioni tra i ministri degli Esteri Szijjártó e Lavrov, che lo dimostrano pienamente. Naturalmente, avrete già sentito parlare di questa vicenda anche senza la mia segnalazione. Ma sono proprio io, proprio oggi, a ricordarvi il testo originale dell’inchiesta: trovate il tempo di leggerlo in questo fine settimana lungo. È un testo importante per comprendere il mondo di oggi.
La Bloomberg scrive che gli attacchi con droni ucraini ai porti russi di Primorsk e Ust-Luga hanno causato la sospensione delle spedizioni di petrolio che la Russia invia attraverso il Mar Baltico. Secondo i calcoli della agenzia, le esportazioni complessive da questi due porti hanno raggiunto il livello più basso dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022.
Allo stesso tempo, mi è capitato di sentire gli esperti secondo i quali i droni ucraini colpiscono quella parte della infrastruttura portuale che brucia in un modo «scenico», ma che è anche riparabile in tempi relativamente brevi (misurabili in giorni). Se, invece, avessero colpito l’infrastruttura per il trasporto del petrolio (e non per lo stoccaggio o il caricamento sulle petroliere) avrebbero creato dei disaggi più durevoli.
In ogni caso, capisco le motivazioni dell’esercito ucraino: sta cercando di limitare i guadagni extra dello Stato russo dovuti all’aumento del prezzo del petrolio (guadagni che andranno a finanziare la guerra). E sono sicuro che sarà in grado di concentrarsi su questa missione anche nel corso di settimane o mesi. Tifando fortemente per il successo di questa missione – come, ovviamente, per il successo della loro missione globale – spero solo che non pensino solo agli effetti visivi, quelli facilmente «vendibili» ai propri superiori.
Cosa fanno i preti ortodossi russi all’inizio del secondo quarto del XXI secolo in Russia? Per esempio, benedicono le armi (ma fanno anche altre cose dello stesso stile) che poi andranno alla guerra in Ucraina:

Cosa fanno i preti ortodossi russi dissidenti che sono stati sospesi dal ministero per la loro contrarietà alla guerra? Emigrano, si fanno reintegrare dal Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli, lavorano all’estero e restano umani. Per esempio, il prete Alexey Uminsky ha celebrato il rito di benedizione della statuetta dell’"Oscar" ricevuta da Pavel Talankin, autore del film «Mr. Nobody contro Putin». Talankin ha portato la statuetta in chiesa «in una borsa per la spesa». Uminsky inizialmente si è stupito della richiesta di benedire l’"Oscar«, ma poi ha detto: «Beh, se lì benedicono missili e bombe, perché non possiamo benedire un premio per un bel film?»

Aggiungo anche il relativo video:
Mi piacciono le persone con un buon senso dello humor. Parola di un apateista.
I giornalisti dei media The Insider e Nordsint, inviando richieste alle aziende cinesi fingendo di essere acquirenti russi di beni destinati al settore militare russo, hanno scoperto che le aziende cinesi sono disposte a vendere componenti di importanza cruciale per la produzione di droni militari russi: nonostante il fatto che, secondo la legislazione cinese, a partire dal 2023 l’esportazione di tali beni sarà fortemente limitata.
Quasi come in una barzelletta:
«Holmes, come ha fatto a capire che quell’uomo era un assassino?»
«Elementare, Watson! Gli ho scritto una lettera con una domanda.»
[ho letto l’originale della barzelletta nel 2020 in un altro contesto, ma comunque triste]
Ma nell’indagine di cui sopra, non è tutto esattamente come nella barzelletta, poiché tutti i risultati dell’indagine «spionistica» sono documentati. E mi piacciono le indagini come questa, sia per i risultati che per la bella semplicità dei metodi.



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