Ho scoperto che l’articolo-intervista di «Important stories» sullo sviluppatore del sistema di sorveglianza per la FSB, il quale è scappato dalla Russia portando con sé un archivio di documenti interni, è interessante non solo per le informazioni sulle capacità tecniche della FSB negli ultimi anni, ma anche come storia di un «normale» cittadino russo che si è trasferito all’estero dopo l’inizio della guerra.
Insomma, è interessante da leggere sotto tutti i punti di vista, quindi salvo il link nella mia raccolta degli «articoli del sabato».
L’archivio della rubrica «Russia»
Una notizia divertente: l Servizio Federale di Sicurezza (FSO, quello responsabile della sicurezza del putin della Federazione Russa e di altre alte cariche dello Stato) ha istituito una zona di sicurezza attorno alla cosiddetta stazione di servizio del Cremlino in via Volkhonka, nel centro di Mosca. L’area della zona è di 6.446 m². All’interno della zona sono vietati i voli di droni di qualsiasi peso massimo al decollo, l’uso di veicoli a terra senza pilota, lo svolgimento di eventi di massa di carattere socio-politico, sportivo, culturale e di intrattenimento, nonché l’attività commerciale. Inoltre, è vietato costruire condomini, alberghi, centri commerciali e di intrattenimento, eliporti, parcheggi sotterranei e rifugi antiaerei, strutture di comunicazione, installare strutture pubblicitarie e organizzare attività turistiche. Le reti di servizio, comprese le condutture idriche, i gasdotti, la rete fognaria, le condutture termiche e i cavi elettrici, devono essere posizionate a una distanza non inferiore a 30 metri dai confini del terreno del posto protetto.
Beh, i droni da combattimento ucraini, se e quando dovessero arrivare fino al centro di Mosca, di certo non rispetteranno i divieti russi: penso che i vertici del FSO se ne rendano conto. Da chi intendono quindi proteggere efficacemente la stazione di servizio governativa? Dai partecipanti alle imminenti «rivolte per la benzina» dovute al crescente deficit di benzina in Russia? Ma riempire il serbatoio alla macchina, anche solo di qualche litro di benzina, non è come scappare da un negozio con un telefono nuovo: bisogna organizzare un’intera operazione speciale da rapina.
Quindi, per ora mi vengono in mente solo due possibilità: o il FSO sta cercando in tutti i modi possibili di darsi un’importanza maggiore (come se ora ne avesse poca), oppure ha realmente paura di qualsiasi stronzata che possa nascere nella mente malata di qualcuno.
Per comprendere il vero significato della visita di Steve Witkoff e di Jared Kushner a Mosca del 5 settembre 2026 basta guardare questa foto:

La foto illustra uno dei concetti che tento di spiegare da anni ai miei contatti europei: Putin vuole essere riconosciuto un membro alla pari del «club ristretto dei grandi del pianeta» per parlare con loro delle aree di influenza. Ancora oggi ritiene che in quel «club» debbano essere presenti solo lui, il presidente statunitense (quello corrente, non importa come si chiama) e, eventualmente, una o due altre persone (ma loro già non sono fondamentali). Di conseguenza, è felicissimo ogni qualvolta viene preso in considerazione dagli USA, anche se pubblicamente non lo dirà mai: in un certo senso si tratta anche di un complesso di inferiorità che lo accompagna dai tempi scolastici.
Purtroppo, non ho ancora visto un Presidente americano che abbia compreso il suddetto concetto (uno ci è andato vicino, ma non può più essere eletto). Ma comprendendolo bene, si potrebbe anche provare a utilizzarlo a proprio favore.
Ultimamente mi è capitato più volte di sentire dire che, per la prima volta dopo molti decenni, gli USA si trovano ad affrontare una certa carenza di armi e munizioni: questo rende ancora più difficile, tra le altre cose, l’aiuto già di per sé non particolarmente attivo all’Ucraina in guerra. Ma questo non semplifica le cose non solo alle Forze Armate ucraine, ma anche, fortunatamente, all’esercito russo.
I problemi dell’esercito russo in materia di armi e munizioni sono noti già da diversi anni. Ma una recente inchiesta di The Insider dimostra in modo più argomentato che, nonostante la Russia abbia triplicato la produzione di esplosivi nel corso degli anni di guerra, continua comunque a dipendere dalle munizioni provenienti dalla Corea del Nord.
La definirei una notizia positiva.
Putin, durante la seduta plenaria del Forum economico orientale (VEF), ha affermato che il finanziamento del bilancio russo da parte delle imprese private è un’iniziativa degli imprenditori russi. Secondo lui, il mondo degli affari ha deciso di sostenere il Paese nelle circostanze attuali, e i fondi raccolti saranno destinati dal Governo al settore sociale, in particolare all’istruzione e alla sanità.
Se nel periodo di gennaio-marzo sono affluiti al bilancio russo 15,6 miliardi di rubli da organizzazioni non statali, alla fine di aprile l’importo è salito a 159,7 miliardi.
Noi, ovviamente, crediamo alla dichiarazione della Putin. Gli imprenditori non hanno chiesto a Putin dove siano finite quelle tasse (pagate anche da loro) che avrebbero dovuto finanziare l’istruzione e la sanità: tutti sanno già che sono state utilizzate per uccidere gli ucraini e per distruggere l’Ucraina. Non hanno nemmeno chiesto cosa sarebbe successo se non avessero manifestato la suddetta «iniziativa»: sanno già che sarebbero stati incarcerati con qualsiasi pretesto e che le loro attività commerciali sarebbero state confiscate (prima nazionalizzate, poi regalate a qualche amico di Putin).
E noi sappiamo perché, dopo l’inizio della guerra, non hanno venduto le loro attività e non sono fuggiti in Paesi dove non è necessario fare simili «iniziative». Alcuni non hanno fatto in tempo. Qualcuno ha capito che, anche scappando, sarebbe comunque finito sotto le sanzioni occidentali. E poi c’è chi sostiene realmente la guerra e magari ha pure comprato le attività di chi non era d’accordo con la guerra.
C’è solo una cosa che nessuno sa con certezza: lo stesso Putin crede davvero alla favola dell’"iniziativa degli imprenditori"?
Secondo un’inchiesta de The Wall Street Journal, nel periodo 2022–2025 le Maldive hanno esportato in Russia tonno per un valore di 2.300 dollari e prodotti cartacei stampati per 25 dollari, mentre, solo nel 2022, la Russia ha importato dalle Maldive merci per oltre 630 milioni di dollari. Il fatto è che le merci provenienti dagli USA, dall’Europa e dalla Cina arrivano a Malé come merci in transito, mentre gli intermediari locali, direttamente in aeroporto, rielaborano i documenti; successivamente, le merci vengono caricate a bordo dei voli «Aeroflot» e inviate in Russia attraverso percorsi non proprio diretti. Gli USA e l’UE stanno esercitando pressioni sulle autorità delle Maldive, chiedendo di chiudere questo canale di approvvigionamento, ma per ora i volumi commerciali continuano ad aumentare.
Non so nemmeno che tipo di pressione si possa esercitare sulle Maldive… Non è possibile introdurre unilateralmente un regime di visti – per impedire ai turisti, che costituiscono la principale fonte di reddito, di recarsi lì – e inoltre bisognerebbe negoziare con un notevole numero di alleati. Lo stesso vale per tutte le altre sanzioni, che per le Maldive sarebbero altrettanto dolorose: infatti, non producono quasi nulla per sé stesse.
Forse la ridicola diplomazia militare-commerciale di Trump potrebbe funzionare, ma a Trump stesso non basterebbero né il cervello né la pazienza per farlo.
Ho letto che Putin ha aumentato l’organico massimo dell’apparato centrale del Servizio federale di sicurezza (FSO) da 785 a 812 militari e funzionari civili: ha firmato il relativo decreto il 31 agosto. L’organico dell’apparato centrale del FSO, che garantisce tra l’altro la sicurezza del presidente e di altre personalità di spicco dello Stato, è in aumento per il terzo anno consecutivo.
Dalla fine del 2022, l’organico dell’apparato centrale del FSO è cresciuto di 87 persone, ovvero di circa il 12%. Nel dicembre 2022, Putin lo aveva aumentato da 725 a 760 persone. Nel gennaio 2024 ha fissato un nuovo limite a 775 unità, mentre dal 1° gennaio 2025 a 785. Fino alla fine del 2022, l’organico dell’apparato centrale del FSO era rimasto invariato per quasi 13 anni: il numero di 725 unità era in vigore dal marzo 2010.
Non penso proprio che sia lo stesso Putin a stare seduto la mattina con una matita in mano a calcolare di quante persone esattamente sia necessario aumentare l’organico del FSO: non di 26, non di 28, ma proprio di 27 persone. Il massimo che può fare è dare l’ordine di proteggere il suo corpo rifatto con il botox sempre più intensamente, mentre il modo in cui gli organi competenti lo faranno non è una preoccupazione sua (che pure tutta la folla gli stia intorno a turno 24 ore su 24, senza pause per dormire o mangiare). E con un semplice ragionamento logico giungo alla conclusione che sia proprio il FSO a convincerlo ad aumentare costantemente l’organico: del tipo, caro Putin, sei sempre più in pericolo, dacci nuovo personale per svolgere compiti aggiuntivi. E così Putin finisce per essere sottoposto a un’influenza sempre maggiore, a un controllo fisico sempre più stretto da parte della propria scorta.
Se l’influenza del FSO continuerà a crescere in questo modo, presto Putin verrà realmente rinchiuso per sempre in qualche bunker «per maggiore sicurezza» e saranno quelli della sicurezza a governare a suo nome.
E non sono proprio sicuro che per il mondo questo sarebbe uno sviluppo dei fatti negativo…
Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha commentato la notizia diffusa da Axios secondo cui il direttore della CIA John Ratcliffe, durante la sua visita a Mosca, avrebbe proposto di organizzare un incontro tra Putin, Donald Trump e Volodymyr Zelenskyy, affermando che un incontro trilaterale tra i presidenti di Stati Uniti, Russia e Ucraina sarebbe possibile solo per formalizzare degli accordi:
È da tempo che si propone di organizzare un vertice tra Putin, Trump e Zelensky. E voi conoscete bene la posizione del nostro Capo di Stato: un incontro del genere è possibile solo per formalizzare degli accordi. Gli accordi non sono affatto un semplice affare.
In teoria è vero, un po’ come dire che l’acqua è umida. Nelle condizioni normali, nella prassi formata nei decenni o forse secoli succede proprio così: i vari tecnici e consiglieri discutono i dettagli tenendo conto delle linee guida ricevute dall’alto e, quando giungono a un accordo, fanno incontrare i grandi capi per la firma. Succede non solo nei rapporti tra gli Stati, ma anche tra le aziende.
Dmitry Peskov, però, fa finta che tutti si siano dimenticati del modo di fare di Putin nelle occasioni di tutti gli incontri riguardanti la cessazione dei combattimenti in Ucraina: in qualità dei propri rappresentanti ha sempre inviato dei personaggi di qualità molto dubbia e autorizzati a parlare solo delle sue pretese per nulla realistiche. In tal modo rendeva impossibile ogni accordo e si riservava pure la possibilità di dire «avete raggiunto un accordo con uno che in Russia non conta un tubo».
Insomma, le parole di Peskov citate all’inizio confermano che Putin non è disposto a fare alcun accordo.
Da tempo volevo salvare sul sito almeno un esempio dei video che illustrano le file per la benzina che negli ultimi due mesi ci sono in Russia. Finalmente lo faccio:
L’Ucraina continua a colpire le raffinerie russe e, nonostante le difficoltà per i cittadini russi comuni, non posso dire che stia facendo male. La colpa è di chi ha iniziato.
A quanto pare, anche di questi tempi ci sono buone notizie… Non per lo Stato russo, ma legate allo Stato russo.
Ho letto una inchiesta nella quale si sostiene che dalle «rappresentanze commerciali» russe sparse in tutto il mondo (che in realtà sono uffici fatti per la copertura delle attività di spionaggio) vengono richiamati in massa spie professioniste, con l’obiettivo di sostituirle con i figli dei funzionari (presentati come «esperti di commercio internazionale»). È vero che il commercio ufficiale con la Federazione Russa al momento è quasi inesistente, ma i funzionari hanno comunque tanta voglia di sistemare i propri figli nei Paesi del mondo esterno «nemico» e farli fare una vita bella e tranquilla.
Insomma, non potevo non comunicarvi questa bella notizia.



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