L’archivio della rubrica «Nel mondo»

Il Portale è aperto

La legge sullo status speciale dei territori ucraini proclamatesi indipendenti (quelle nelle provincie di Donetsk e Luhansk) è stata trasmessa al presidente Poroshenko per la firma finale. Ed è praticamente certo che verrà firmata.
Non vorrei provocare dei traumi psichici agli idealisti, ma in sostanza l’approvazione e l’entrata in vigore di questa legge non significa alcunché di bello.

Perché la realtà è la seguente. Si ha un territorio, che pur essendo piccolo, non è controllabile al 100% dalle istituzioni ucraine, dotato dei confini con la Russia e l’Ucraina incustoditi e dell’accesso al mare. Un territorio che è invece pieno di personaggi russi e ucraini di dubbia reputazione, i quali per mesi hanno combattuto contro «la banda dei fascisti ucraini» utilizzando le armi russe.

Che fine fanno i territori del genere? Per esempio, fanno la fine del Kosovo di alcuni anni fa, diventando un territorio perfetto per il transito di armi e droga. Una specie di portale interdimensionale, sul quale guadagnano coloro che lo controllano fisicamente. Potrebbe essere utilizzato, per pura ipotesi, al fine di esportare armi agli Stati colpiti da qualche embargo. O per importare delle sostanze dubbie negli Stati confinanti.

Non sono un fan delle teorie di complotto e delle dietrologie, ma in quale altro modo può essere sfruttata una entità territoriale del genere?


Il canale televisivo iracheno Al Iraqiya Tv ha iniziato la trasmissione di una commedia satirica sull’ISIS e la sua provenienza satanica-ebraica. Ma non è solo per questo che si tratta di un prodotto piuttosto strano.

Per esempio, esso ci mostra quanto siano popolari in Iraq i personaggi di tanti famosi film e cartoni americani. Nel trailer si riconoscono, tra gli altri, Jocker, Dracula e Satana (quest’ultimo preso dal lungometraggio South Park del 1999 dove era accompagnato da Saddam Hussein). L’unica cosa incomprensibile è la presenza, tra i personaggi cattivi immaginari, di un tipo che assomiglia tantissimo a Stalin.

Cosa ci fa lì? Perché dovrebbe fare parte dei Grandi Cattivi nella cultura popolare irachena (così lontana da quella occidentale)? Boh…


Indipendenza rinviata

In Spagna, per effetto del ricorso del Governo alla Corte Costituzionale, è stata sospesa per 5 mesi la legge catalana sul referendum. Il 19 settembre, in fatti, dal parlamento locale era uscita una legge che autorizzava il referendum sulla indipendenza; successivamente, esso era stato programmato già per il 9 novembre.

Si potrebbe scherzare sull’ottimismo dei catalani: pensavano di organizzare un referendum credibile in appena 7 settimane. Si consideri che per preparare quello scozzese ci erano voluti 5 anni.

Si potrebbe scherzare sulla ingenuità dei catalani: è ovvio che qualsiasi Governo nazionale di qualsiasi Stato del mondo creerà tutti gli ostacoli possibili ai referendum del genere.

Ma è meglio scherzare sulla loro miopia politica: l’Europa composta da un grande numero di piccoli Stati indipendenti conviene solo ai burocrati della Unione Europea. Perché uno Stato piccolo (e quindi poco popolato) nelle Istituzioni dell’UE non conta un ca…o, di conseguenza con il moltiplicarsi degli Stati cresce solo l’importanza dei burocrati.

Purtroppo i promotori dei referendum hanno altre cose per la testa. E, sempre purtroppo, prima o poi inizieranno a vincere.


Il referendum scozzese

Abbiamo già i dati definitivi del referendum scozzese: il 55,3% dei votanti si è espresso contro l’uscita dal Regno Unito. Almeno una volta i nazionalisti sono stati sconfitti dalla dura realtà. I produttori di whisky ed i banchieri hanno vinto evitando la fuga, almeno dal punto di vista legale, verso Londra.

L’unica cosa ad avermi sorpreso è stato lo shock di alcuni giorni fa, manifestato a livello planetario dalla gente poco informata sulle reali intenzioni di voto degli scozzesi. Sì, nonostante i problemi economici facilmente prevedibili un sacco di persone in Scozia voleva la separazione. Posso capire uno che fino a due settimane fa ignorava il fatto del referendum stesso. Non posso capire quegli inglesi che non hanno dei particolari problemi a farsi un breve viaggio in treno per svolgere una semplice indagine empirica.

Vabbè, è andata come è andata ed io ne sono soddisfatto. Arriverà il giorno in cui anche il nazionalista più convinto si accorgerà: l’epoca degli Stati nazionali si è conclusa quasi settant’anni fa e il mondo sta andando in un’altra direzione.

Concludo con una foto, trovata ieri sera, che testimonia: la aritmetica elettorale putiniana è adottata anche dalla CNN.


La guerra all'Isis

Avendo scelto il modo migliore di commemorare le vittime dell’11/9, Barack Obama ha dichiarato la guerra all’Isis e ha escluso l’intervento via terra. Finalmente una decisione sensata!

Infatti, sappiamo da decenni che il modus operandi di tutti i terroristi del mondo è semplice: provocare la reazione del forte per poi accusarlo di un attacco ingiustificato contro le persone pacifiche (cioè contro i terroristi stessi). Le persone meno istruite se ne sono accorte solo dopo l’11 settembre del 2001. I più istruiti, invece, si ricordano della III Internazionale che ha «brevettato» tale tattica, archiviando il concetto classico del terrorismo. E non intendo solo il terrorismo internazionale.

Non entrare in un conflitto diretto (o, se preferite, aperto/ravvicinato) è quindi l’unica scelta intelligente: si evita di regalare ai terroristi islamici una «giustificazione sacra» della loro guerra. Certo, si potrebbe fare di più evitando pure i bombardamenti e limitandosi alla fornitura degli armi e istruzioni agli eserciti della regione. Ma la paura che questo non basti è ben comprensibile.

I primi risultati si vedranno abbastanza presto.


Avendo scelto il modo migliore di commemorare le vittime dell’11/9, Barack Obama ha dichiarato la guerra all’Isis e ha escluso l’intervento via terra. Finalmente una decisione sensata!

Infatti, sappiamo da decenni che il modus operandi di tutti i terroristi del mondo è semplice: provocare la reazione del forte per poi accusarlo di un attacco ingiustificato contro le persone pacifiche (cioè contro i terroristi stessi). Le persone meno istruite se ne sono accorte solo dopo l’11 settembre del 2001. I più istruiti, invece, si ricordano della III Internazionale che ha «brevettato» tale tattica, archiviando il concetto classico del terrorismo. E non intendo solo il terrorismo internazionale.

Non entrare in un conflitto diretto (o, se preferite, aperto/ravvicinato) è quindi l’unica scelta intelligente: si evita di regalare ai terroristi islamici una «giustificazione sacra» della loro guerra. Certo, si potrebbe fare di più evitando pure i bombardamenti e limitandosi alla fornitura degli armi e istruzioni agli eserciti della regione. Ma la paura che questo non basti è ben comprensibile.

I primi risultati si vedranno abbastanza presto.