Georgiy Tikhiy, il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino, ha affermato che i droni ucraini non erano diretti verso la Finlandia: la loro caduta (avvenuta il 29 marzo) sul territorio del Paese è molto probabilmente dovuta all’azione dei sistemi russi di guerra elettronica.
Ci credo facilmente perché l’Ucraina non ha alcuna convenienza di creare problemi all’Europa che la sta sostenendo – seppur in un modo ancora molto limitato – nella difesa contro l’aggressione russa. Mentre allo Stato russo in un certo senso conviene che i droni ucraini abbattuti cadano un po’ dove capita: perché gli abitanti del Cremlino sperano che i fatti del genere causino dei momenti di tensione tra l’Ucraina e i suoi aiutanti.
Altrettanto facilmente, però, posso credere alla eventualità che in un futuro non particolarmente remoto diversi Stati confinanti con la Russia trovino il coraggio di autorizzare il passaggio dei droni militari ucraini nei propri cieli: costa relativamente poco, ma allo stesso tempo fa aumentare di poco il rischio degli attacchi da parte dell’esercito russo. La difesa antiaerea dovrà essere attenta più o meno come lo è già ora e potrà essere rafforzata proprio dalla esperienza ucraina: quella che attualmente viene offerta da Zelensky a molti Governi in giro per il mondo.
I droni ucraini che cadono in Europa
(31 Marzo 2026)
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