Un “anticristo in tonaca”

(13 Gennaio 2026)

Il Servizio di intelligence estero (SVR) russo ha accusato il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo di «attività scismatica nello spazio ecclesiastico ortodosso». Ieri, il 12 gennaio, il SVR ha pubblicato un comunicato stampa in cui definiva Bartolomeo «l’anticristo in tonaca» e «il diavolo incarnato, ossessionato dall’idea di spodestare l’ortodossia russa dal territorio degli Stati baltici». Il SVR sostiene che il patriarca sia aiutato dai servizi segreti britannici, che «alimentano sentimenti russofobi nei paesi europei», nonché da «nazionalisti e neonazisti locali».
Alle persone che non seguono con attenzione le vicende delle Chiese ortodosse in giro per il mondo e, per ovvi motivi, non si ricordano certi dettagli preciso che la Chiesa ortodossa russa aveva interrotto la comunione eucaristica con il Patriarcato di Costantinopoli nel 2018, a seguito della decisione di concedere l’autocefalia (indipendenza) alla Chiesa ortodossa ucraina. Inoltre, il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo ha più volte condannato l’invasione su larga scala della Russia in Ucraina.
Ecco, a questo punto potreste chiedervi perché il comunicato citato all’inizio sia stato diffuso dalla intelligence e non dal Patriarcato della Chiesa ortodossa russa (come sarebbe stato logico). Ma la risposta è ovvia: perché si è trattato di un aiuto tra i colleghi! Dai tempi sovietici molti sacerdoti della Chiesa ortodossa russa sono anche (e spesso soprattutto) degli agenti delle strutture ben determinate. Inoltre, sostengono e integrano la propaganda statale russa. Si può quasi dire che si tratta della stessa struttura.
A questo punto possiamo iniziare le meritate battute sul fatto che la Chiesa ortodossa russa e il SVR accusano il patriarca di Costantinopoli di ciò che loro stessi sono.

Rubriche: Russia

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